Ecco un video dell’intervento di Pierluigi Bersani alla Barona, a Milano, preceduto da quello del nuovo presidente del consiglio di zona 6 Gabriele Rabaiotti.
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L’intervento di Bersani alla Festa Democratica nazionale
Pubblicato da Fabio Turone su 12 settembre 2010
Un risveglio italiano
L’intervento del Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, alla chiusura della Festa Democratica nazionale

Care democratiche, cari democratici, cari amici, cari compagni,
questa nostra splendida festa è vissuta nel cuore stesso della città di Torino, città del Risorgimento e del lavoro. Città bellissima e ospitale. Assieme a voi saluto Torino e la ringrazio. Assieme a voi saluto il suo Sindaco, i dirigenti cittadini, provinciali e regionali del Partito. Grazie davvero.
E’ stata una grande e bellissima festa. Chi ha voluto aggredirla non è riuscito a sfregiarla. Nelle nostre feste, a differenza di ormai tutte le altre, si discute anche con chi non la pensa come noi, si discute anche con gli avversari politici, si discute dentro alle tensioni della politica e della società.
Si discute nelle piazze, all’aperto, secondo le normali regole della convivenza e dell’ordine pubblico. Penso che meriteremmo un ringraziamento da tutti quelli che sperano ancora che il nostro Paese possa essere un Paese civile.
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Bersani all’Avvenire: «Emma, un mattone nella casa comune Pd»
Pubblicato da Fabio Turone su 17 febbraio 2010
Scrive il segretario dei democratici. Il direttore risponde
«Emma, un mattone nella casa comune Pd»
Una scelta che non si può sottovalutare
Innanzitutto, credo davvero che non mi si possa descrivere come un segretario che ha un atteggiamento di sufficienza sulla questione. Chi ha potuto vedermi lavorare lungo ormai molti anni, non potrà certo accusarmi (credo di poter dire, onorevole Binetti compresa!) di sottovalutare la funzione della cultura cattolica nella vita pubblica del Paese. Il punto è che la costruzione del Pd pretende uno sforzo di convergenza e di mescolanza sul piano del progetto politico. Certamente non potrebbe esistere il Pd senza l’idea di una funzione autonoma e mediatrice della politica, funzione tanto più nobile ed importante quanto più collegata al concetto di limite della politica e di riconoscimento, quindi, del valore profondo delle convinzioni religiose ed etiche.
Penso dunque che le adesioni o le defezioni avvengano sul piano delle scelte politiche. Non trovo giusto ad esempio negare in premessa ad una personalità come Emma Bonino, senatrice eletta nelle nostre liste, la capacità di interpretare l’insieme di un programma di coalizione. Così come trovo davvero stucchevole l’idea che si voglia appaltare a qualche altra forza politica la rappresentanza dei valori cattolici, secondo schemi politicisti fatti a tavolino. Distacchi dolorosi dunque, quelli avvenuti, ma che si sono determinati sul piano politico. Non è su questo che può essere messa in discussione la possibilità della cultura e dei politici cattolici di avere un ruolo nella costruzione del Pd. Soave scrive che non è riconosciuta nel Pd pari dignità ai cattolici. Di che cosa si sta parlando? Di posizioni nel partito? Il presidente, il vicesegretario, il capogruppo alla Camera, i responsabili di settori di lavoro crucialissimi come welfare e scuola non sono forse protagonisti di quella cultura? Si parla invece di politiche? Non conosco “derive zapateriste”. Conosco un progetto che rivendica la laicità dello Stato legandola strettamente ai nostri principi costituzionali; conosco politiche di merito legate a principi di un umanesimo forte preoccupato della libertà e della dignità dell’uomo, a cominciare da quello debole e abbandonato; un umanesimo capace di misurarsi sui temi cruciali della vita e della morte senza dimenticare tuttavia il cammino dell’esistenza.
Mi si permetta di dire che il nodo della questione è un altro. Le culture del Pd non possono vivere da separate in casa. Piaccia o no, non è questo il nostro progetto. Tutte le culture devono via via riconoscersi nei muri portanti della casa comune. Si potrà dire che questo lavoro è ancora all’inizio; ma chi pensache sia un lavoro inutile o impossibile o uno sforzo a cui rinunciare dovrà ricredersi.
Pier Luigi Bersani
Segretario del Partito democratico
LA REPLICA DEL DIRETTORE
Ringrazio l’onorevole Bersani per le pacate eppure appassionate argomentazioni di questa sua lettera in risposta all’acuto commento di Sergio Soave e, mi pare di capire, al denso lavoro di indagine e di analisi che ha accompagnato su Avvenire le cronache del disincanto, del disagio e del distanziamento dal Pd di settori e personalità di cultura politica cattolica dopo l’abbraccio tra questo importante partito e la leader radicale Emma Bonino. Con una battuta potrei dire che se il segretario del Partito democratico è in coscienza tranquillo, non saremo certo noi di Avvenire a inquietarci al posto suo e degli altri dirigenti della formazione sognata da Prodi e, poi, fondata da Veltroni…
E invece no, non faccio battute. Perché da molti mesi – proprio a partire da alcuni casi di coscienza estremamente significativi e dagli esigui spazi concessi all’esercizio della libertà di coscienza nei gruppi parlamentari dei democratici – stiamo osservando con rinnovati interesse e attenzione lo svilupparsi del progetto politico generato dalla fusione dei Ds e della Margherita. Interesse e attenzione al tema della libertà di coscienza (e dunque di “cittadinanza”) nel Pd che stranamente ci è toccato di coltivare in sostanziale solitudine, e ai quali si è via via sommato un crescente senso di allarme, largamente condiviso – posso testimoniarlo – dai nostri lettori.
Da qualche settimana, si è aggiunto il caso Bonino. Che ha ovviamente una natura sua propria, anche per l’incredibile pretesa della superabortista e iperliberista candidata a governatore del Lazio di “rappresentare” addirittura i valori cattolici (e di questo mi occupo pure in penultima pagina, quella dedicata al colloquio coi nostri lettori). Ma il caso Bonino, per le modalità con cui si è manifestato e per il senso politico generale che ha assunto, si sta configurando sempre più anche come un caso Pd. Lei, segretario, ha accettato senza batter ciglio l’autocandidatura della fedelissima compagna di battaglia anticattolica di Marco Pannella e, qui sopra, difende di nuovo la corsa di colei che ha più volte esaltato come «una fuoriclasse», definendo «ingiusto» il giudizio di chi non riconosce a Bonino la «capacità di interpretare un programma di coalizione».
Ma il nome e la storia di Emma Bonino “sono” un programma. Un programma, onorevole Bersani, incompatibile con altri (per più di un aspetto anche con quello alla base dell’idea di sinistra che lei punta a rivitalizzare e rappresentare) e, in ogni caso, certamente affinato con aperta e spesso aspra ostilità verso la visione cristiana della vita e dei rapporti sociali. Decidere di fare di un simile contributo un «mattone» del muro della casa comune del Pd significa fare una scelta pesante e precisa. Che, infatti, sta producendo contraccolpi, crepe e lacerazioni. Liberi tutti di valutare gli uni e le altre, a maggior ragione chi le subisce. Noi ci siamo permessi di sottolineare che le sottovalutazioni – le sufficienze, appunto – si pagano. E ne restiamo convinti.
Marco Tarquinio
Direttore dell’Avvenire
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Al seminario di Orvieto, confronto tra Bersani e Marino
Pubblicato da Fabio Turone su 8 febbraio 2010
Al seminario organizzato a Orvieto dall’area che fa riferimento al senatore Ignazio Marino hanno partecipato tra gli altri il segretario del partito Pierluigi Bersani e la candidata alla Presidenza della Regione Lazio Emma Bonino.
Ecco il video con cui Ignazio Marino ha presentato l’incontro, e il nuovo sito Cambialitalia.it .
Ed ecco i resoconti pubblicati da l’Unità, la Stampa e il Riformista (clicca per scaricare il pdf).
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I risultati delle primarie nei seggi di via Tolstoj, via Segneri e via Tito Vignoli
Pubblicato da Fabio Turone su 26 ottobre 2009
Ecco i dati (ufficiosi) registrati negli scrutini dei seggi delle elezioni primarie di Via Tolstoj, Via Segneri e Via Tito Vignoli:
Via Tolstoj (votanti: 586)
NAZIONALE (schede nulle 1, schede bianche 6, voti validi 579):
Bersani 297
Franceschini 173
Marino 109
REGIONALE (schede nulle 2, schede bianche 13, voti validi 571)
Martina 278
Fiano 192
Angiolini 100
Via Segneri (votanti 541)
NAZIONALE (schede bianche 5)
Bersani 281
Franceschini 163
Marino 92
REGIONALE (schede valide 529)
Martina 273
Fiano 166
Angiolini 90
Via Tito Vignoli
NAZIONALE (votanti 1.015: bianche 4, nulle 5, voti validi 1.006 )
Bersani 500
Franceschini 322
Marino 184
REGIONALE (votanti 1.016: bianche 17, nulle 3, voti validi 996)
Martina 479
Fiano 346
Angiolini 171
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Vota alle elezioni primarie del 25 ottobre
Pubblicato da Fabio Turone su 11 ottobre 2009
Lo spot radiofonico sulle primarie
A breve saranno comunicate le sedi dei seggi nella Zona Giambellino Lorenteggio Inganni.
Ecco intanto ciò che c’è da sapere sulle elezioni primarie:
Puoi votare per scegliere il prossimo segretario del Partito Democratico se:
- hai almeno 16 anni
- sei cittadino italiano
- sei europeo con residenza in Italia
- sei cittadino di qualsiasi paese e hai il permesso di soggiorno in Italia
Per votare occorre presentare un documento d’identità (gli italiani maggiorenni devono presentare anche la tessera elettorale).
Altre informazioni sono reperibili nel volantino (clicca sull’immagine per scaricare il PDF).
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