Circolo PD Giambellino

Nel cuore dello storico quartiere popolare milanese

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Martedì 13 marzo alle 20:45, in Zona 6 si discute di beni confiscati alla mafia

Pubblicato da Fabio Turone su 8 marzo 2012

Martedì 13 Marzo alle ore 20,45 l’Associazione LIBERA
con il patrocinio del Consiglio di Zona 6,
organizza un incontro con i cittadini sul tema:

BENI CONFISCATI ALLA MAFIA

Intervengono:
Ilaria Ramoni, Avvocato, Referente provinciale di LIBERA;
Volontari di LIBERA per interventi sui beni confiscati a Milano;
David Gentili, Presidente Commissione Antimafia del Comune di Milano

Partecipano:
Mario Portanuova, Giampiero Rossi, Franco Stefanoni, autori di: “Mafia a Milano, Sessant’anni di affari e delitti”;
Oliviero Bruno, regista che presenterà il documentario “Mafia a Milano”
Il Presidente della Commissione Cultura
Rita Barbieri
Coordina l’incontro: Massimina Lauriola, socia di LIBERA

Seguirà dibattito

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La mafia esiste: io ricordo. Milano ha bisogno di rinfrescarsi la memoria?

Pubblicato da Fabio Turone su 10 maggio 2011

La mafia esiste: io ricordo

Milano ha bisogno di rinfrescarsi la memoria?

Martedì 10 maggio – ore 21
Cinema Anteo
Milano

Ne discutono:

Ruggero Gabbai, regista, candidato del PD al Consiglio Comunale

Mario Portanova, giornalista e autore del libro “Mafia a Milano. 60 anni di affari e delitti”

Giuliano Turone, che da magistrato ha indagato sulla mafia in Lombardia e con Gherardo Colombo ha scoperto gli elenchi della P2

Modera:
Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto quotidiano

Il dibattito sarà introdotto dalla proiezione di un estratto del documentario “Io ricordo” con le testimonianze dei familiari delle vittime della mafia, diretto da Ruggero Gabbai. Prodotto da Indiana per la Fondazione Progetto Legalità.

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L’impegno antimafia del PD

Pubblicato da Fabio Turone su 30 marzo 2011

Milano, 28 marzo 2011

Ai Segretari Provinciali

Ai Portavoce di circolo

 

I tanti fatti che hanno visto coinvolte diverse Amministrazioni lombarde hanno reso evidente il livello profondo di infiltrazione della criminalità organizzata anche nei nostri territori.
Tutto questo rivela la necessità di una lotta costante e concreta alle mafie, e in questo campo prioritario siamo chiamati a fare la nostra parte di lavoro da subito.
Mi rivolgo in particolare a quelle federazioni provinciali e a quei circoli in cui si stanno definendo le liste per le prossime elezioni amministrative di metà maggio.
Chiedo a tutti di operare seguendo le indicazioni del Codice Etico del Pd e del Codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia (entrambi i testi sono consultabili su www.pdlombardia.it e sono allegati alla presente).
Tutti i Circoli e le Federazioni provinciali lombarde devono essere impegnate per lo scrupoloso rispetto delle indicazioni e delle regole che ci siamo dati intensificando anche la nostra campagna di mobilitazione per la legalità e contro le mafie.
Segnalo anche che il Pd Lombardo, al pari di quanto già accaduto con le elezioni politiche scorse, trasmetterà gli elenchi completi dei nostri candidati 2011 alla Commissione nazionale antimafia.
Un cordiale saluto e buon lavoro.

Maurizio Martina
Segretario regionale PD lombardo

Nel testo che segue sono contenuti: -

Codice di autoregolamentazione della Commissione nazionale Antimafia

Codice Etico del Partito Democratico
—————————————-
1. RELAZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI, ANCHE STRANIERE, IN MATERIA DI FORMAZIONE DELLE LISTE DEI CANDIDATI PER LE ELEZIONI REGIONALI, PROVINCIALI, COMUNALI E CIRCOSCRIZIONALI
Alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie è stato affidato, innovativamente rispetto al passato, come si evince dalla lettera f) del comma 1 dell’articolo 1, della legge 4 agosto 2008, n. 132, il compito, fra l’altro, di «indagare sul rapporto tra mafia e politica sia riguardo alla sua articolazione nel territorio, negli organi amministrativi, con particolare riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive, sia riguardo a quelle sue manifestazioni che, nei successivi momenti storici, hanno determinato delitti e stragi di carattere politico-mafioso».
La stessa legge (articolo 1, comma 1, lettera n)) le ha, altresì, affidato il compito di svolgere «il monitoraggio sui tentativi di condizionamento e di infiltrazione mafiosa negli enti locali e proporre misure idonee a prevenire e a contrastare tali fenomeni, verificando l’efficacia delle disposizioni vigenti in materia, con riguardo anche alla normativa concernente lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali e la rimozione degli amministratori
locali». La Commissione – che ha tra l’altro istituito un apposito Comitato sul rapporto tra mafia e politica – ha ritenuto di richiamare e approfondire le riflessioni svolte e le conclusioni tratte, da ultimo nel corso della XV legislatura, e che hanno infine trovato sintesi, nella seduta della Commissione del 3 aprile 2007, con l’adozione all’unanimità di un documento, definito «proposta di autoregolamentazione», offerto alle forze politiche allora in procinto di formare le liste dei candidati alle elezioni amministrative. La Commissione ha convenuto sulla perdurante attualità delle conclusioni allora tratte, dello strumento adottato e della proposta fatta alle singole forze politiche di aderire su base volontaristica ad un protocollo di autoregolamentazione nella formazione delle liste dei propri candidati. La Commissione, pertanto:
-    nel prendere atto dei nuovi ambiti di inchiesta ad essa riconosciuti; – nell’affidare al momento successivo alle elezioni, in quanto più propriamente riservato alla fase dell’indagine, il puntuale controllo degli eventuali casi di commistione tra mafia e politica e la conseguente relazione alle Assemblee parlamentari; – nell’avvertire la necessità di una perdurante attenzione, senza soluzione di
continuità, da parte delle Istituzioni parlamentari, sui fenomeni di criminalità mafiosa, al fine di determinare il più alto ed efficace contrasto e di interdirne la pervasività anche a danno delle istituzioni;
-    nel    richiamare    e    nel    condividere    il    lavoro    svolto    nel    corso    della    prece dente legislatura, in presenza di una diversa maggioranza parlamentare, formula il seguente codice di autoregolamentazione:

ARTICOLO 1
1. I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che aderiscono alle previsioni del presente codice si impegnano a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento ad altre liste, candidati alle elezioni regionali, dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso decreto che dispone il giudizio, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non revocata né annullata, ovvero che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti delitti:
delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale; estorsione (articolo 629 del codice penale), usura (articolo 644 del codice penale); riciclaggio e impiego di danaro di provenienza illecita (articolo 648-bis e articolo 648- ter del codice penale); trasferimento fraudolento di valori (articolo 12-quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356); omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale (articolo 31 della legge 13 settembre 1982, n. 646); attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152); delitti le cui caratteristiche o modalità di commissione rientrino nelle pratiche comuni alle attività a carattere mafioso, previste dall’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203.
2. I partiti, codice, si impegnano, altresı`, a non presentare come candidati alle elezioni di cui al comma 1 coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575;
b) siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero della legge 31 maggio 1965, n. 575;
c)    siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi dell’articolo 142 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
ARTICOLO 2
1. I presidenti delle regioni, i sindaci e i presidenti delle province si impegneranno a uniformarsi, con riferimento alle nomine di competenza, a quanto previsto dall’articolo 1.
ARTICOLO 3
1. I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che intendono presentare, come candidati alle elezioni di cui al comma 1 dell’articolo 1, cittadini che si trovino nelle condizioni previste dal medesimo articolo 1 devono rendere pubbliche le motivazioni della scelta di discostarsi dagli impegni assunti con l’adesione al presente codice di autoregolamentazione.
La presente relazione al Parlamento ed il connesso articolato sono stati approvati all’unanimità nella seduta del 18 febbraio 2010.
a) b) c)
d) e)
f) g)
le formazioni politiche e le liste civiche che aderiscono alle previsioni del presente

2. CODICE ETICO DEL PARTITO DEMOCRATICO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE IL 16 FEBBRAIO 2008
1) Premessa
1. Le donne e gli uomini che aderiscono al Partito Democratico riconoscono nella Costituzione italiana la fonte primaria delle regole della comunità politica. Considerano i suoi principi, insieme a quelli sanciti nelle Carte sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, il riferimento di un impegno politico al pieno servizio del bene comune, della giustizia sociale, di un modello inclusivo di convivenza.
2. Oltre al rispetto doveroso delle leggi, l’adesione al Partito Democratico impegna a comportamenti ispirati ai principi etici contenuti in questo Codice.
2) Principi di riferimento dei comportamenti individuali e collettivi
1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico sostengono l’autonomia della politica, perché sia credibile e rafforzi il rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengono che la politica debba assolvere la sua funzione pubblica senza essere subalterna ad alcuno. Al tempo stesso, concepiscono la politica come aperta all’ascolto della società e dei suoi bisogni, rispettosa delle altre autonomie, non autoreferenziale e soprattutto lontana da qualunque pretesa di invadenza e di lottizzazione.
2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. Riconoscono e promuovono il principio di laicità della politica e delle istituzioni. Si impegnano perché le differenze non siano ostacolo alla partecipazione ma opportunità di dialogo e di crescita, e perché i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale. Il contributo delle donne e degli uomini immigrati è caratteristica propria dell’identità del Partito Democratico, che con loro si propone come un’esperienza politica aperta ed interculturale.
3. Le donne e gli uomini del Partito Democratico assicurano l’uguaglianza di genere, nel segno del rispetto e della piena partecipazione politica delle donne. Adottano tempi, modalità e stile della loro attività politica che tengano conto delle responsabilità lavorative, professionali, familiari delle persone. Assumono la democrazia paritaria come criterio di comportamento nel partito, negli organismi collegiali e in quelli monocratici, come elemento di valutazione delle decisioni prese e delle attività svolte. Per questo, gli organi nazionali del Partito Democratico sono tenuti a verificare costantemente il rispetto delle previsioni statutarie in ordine alla parità di genere e a quanto sopra previsto.
4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico vivono l’impegno politico con responsabilità e, per questo, sentono il dovere di confrontarsi e di dare conto del proprio operato. Promuovono le capacità e le competenze, nella convinzione che il riconoscimento dei meriti, del lavoro svolto e dell’esperienza acquisita, così come il rinnovamento dei gruppi dirigenti, diano qualità all’azione politica. Sostengono un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezza di espressione. Si impegnano a condurre il confronto con “volontà d’intesa”, ricercando cioè una reale interlocuzione. Favoriscono la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione democratica nelle forme più inclusive.
5. Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite.
3) Responsabilità personale e autonomia della politica
1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano, in particolare, a:
a) rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale, sul patrimonio personale, del proprio nucleo familiare o dei conviventi, ovvero dei parenti o affini;
b) rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nel Partito (incarichi monocratici nelle città capoluogo di provincia, a livello provinciale, regionale e nazionale; incarichi negli organi collegiali esecutivi di Partito a livello regionale e nazionale) qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o fondazioni, aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economicofinanziari, possa configurarsi un conflitto di interessi tale da condizionare i propri comportamenti;
c) non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni;
d) svolgere campagne elettorali con correttezza ed un uso ponderato e contenuto delle risorse, finanziate in modo trasparente e sempre accompagnate da un rendiconto finale, senza avvalersi per fini personali della pubblicità o comunicazione istituzionali. Si impegnano, inoltre, ad evitare forme di propaganda invasiva, nel rispetto dell’ambiente e del decoro urbano.
2. Ciascun dirigente, ogni componente di governo a tutti i livelli, le elette e gli eletti nelle liste del Partito Democratico si impegnano a:
a) comunicare all’organo di garanzia territorialmente competente, ai sensi dello Statuto, le situazioni personali che evidenziano o possono produrre un conflitto di interessi, ovvero condizionare l’attività del partito o lederne l’immagine pubblica, in primo luogo nel caso di esistenza di un procedimento penale o di adozione di una misura di prevenzione nei propri confronti. Gli stessi, ove impegnati a livello europeo, nazionale, regionale, provinciale e nei capoluoghi di provincia, comunicano, inoltre:
-    la proprietà, la partecipazione, la gestione o l’amministrazione di società ovvero di enti aventi fini di lucro;
- l’appartenenza ad associazioni, organizzazioni, comitati, gruppi di pressione che tutelino o perseguano interessi di natura finanziaria, nonché i ruoli di rappresentanza o di responsabilità eventualmente ricoperti ovvero il loro sostegno;
b) assolvere con competenza, dedizione e rigore le funzioni ricoperte, senza cumulare incarichi che precludano di svolgere compiutamente la responsabilità affidata, evitando in particolare, di:
-    sommare più funzioni monocratiche interne al partito; – assumere o ricoprire contemporaneamente più cariche istituzionali
elettive; -    cumulare una funzione monocratica interna al partito con la titolarità di una
carica istituzionale monocratica di equivalente o analogo livello territoriale,
fatta eccezione per l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri; c) rendicontare, con una relazione dettagliata, le somme impegnate individualmente o i contributi ricevuti da terzi e destinati all’attività politica ovvero alle campagne
elettorali o alle competizioni interne al partito; d) evitare l’uso strettamente personale e lo spreco dei beni e delle risorse messi a
disposizione in ragione dell’incarico svolto. Evitare, inoltre, l’impiego ingiustificato di risorse, ad esempio nel caso di acquisto di beni e arredi destinati all’ufficio, sia istituzionale che di partito;
e) rifiutare regali o altra utilità, che non siano d’uso o di cortesia, da parte di persone o soggetti con cui si sia in relazione a causa della funzione istituzionale o di partito svolta.

f)    utilizzare i mezzi di comunicazione per favorire una informazione corretta dei cittadini sulle questioni politiche ed istituzionali.
3. Ogni componente di governo a tutti i livelli, le elette e gli eletti nelle liste del Partito Democratico si impegnano a:
a) rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nelle fondazioni aventi la titolarità prevalente di interessi economicofinanziari, in imprese pubbliche, in società a partecipazione pubblica, salvo che l’incarico derivi da obbligo connesso alla funzione svolta;
b) rendicontare periodicamente, attraverso strumenti informativi e/o iniziative pubbliche, l’attività politica o istituzionale svolta anche con forme di corrispondenza con i cittadini e/o gli elettori;
4. Ogni componente di governo, a tutti i livelli, del Partito Democratico si impegna a: a) non conferire né favorire il conferimento di incarichi a propri familiari o, tranne che negli uffici di personale collaborazione, a persone con cui si abbiano rapporti
professionali; b) avvalersi di consulenze esterne soltanto in condizioni di effettiva necessità, con
adeguate motivazioni e con modalità di piena trasparenza; c) astenersi dal partecipare a manifestazioni pubbliche organizzate contro il governo e
la giunta di cui si fa parte, senza trarne le dovute conseguenze. 5. Ogni responsabile delle risorse finanziarie del Partito Democratico si impegna a garantire, ad ogni livello, una gestione trasparente dei finanziamenti pubblici e privati ricevuti. L’entità dei
finanziamenti ed il loro utilizzo sono resi pubblici e i relativi dati sono accessibili a chiunque.
4) Leale collaborazione e sostegno alla vita del partito
Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a: 1. contribuire personalmente all’attività del partito con uno specifico onere di concorso
economico, proporzionale alle indennità percepite per coloro che sono eletti ovvero designati
nelle istituzioni; 2. adottare e rispettare percorsi decisionali partecipati, trasparenti, motivati, rispettosi del
pluralismo di posizioni politiche e culturali esistenti; 3. favorire l’informazione ed il coinvolgimento degli aderenti e dei sostenitori nella vita del Partito,
evitando che le scelte organizzative producano forme di cristallizzazione interne ed esclusioni, discriminazioni o condizionamenti, e garantendo che gli orientamenti politicoculturali contribuiscano ad una libera dialettica interna al Partito;
4. promuovere e rispettare le regole per la par condicio nella partecipazione alle competizioni interne, anche in relazione ai limiti di spesa e alle modalità di utilizzo delle risorse economiche; 5. favorire la parità di accesso ai servizi, alle risorse e ai beni comuni nonché il loro impiego
corretto e trasparente; 6. incoraggiare l’impegno volontario e scegliere di mantenere tendenzialmente separato il
rapporto di lavoro dipendente nel partito dagli incarichi politici; 7. adottare la competenza, la serietà dell’impegno, lo stile, il merito e le capacità personali come
criteri prevalenti di discernimento e di valutazione delle persone in relazione agli incarichi e/o alla responsabilità che possono assumere, disincentivando ed evitando di premiare comportamenti trasformistici;
8. non diffondere o utilizzare, senza giustificato motivo, dati, informazioni o documenti riservati conosciuti o ricevuti in ragione dell’incarico svolto o dell’appartenenza al partito.
5) Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni
1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato:

a) emesso decreto che dispone il giudizio; b) emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione; c) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di
patteggiamento; per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale; per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione;
b) sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalità di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità;
c) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa;
3. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, di intervenuta riabilitazione o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).
4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito:
a) i proprietari o coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano a livello nazionale nel settore della informazione, ovvero il loro coniuge, parenti o affini;
b) i proprietari ovvero coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano nel settore della informazione a livello locale, nel caso in cui l’organo di garanzia territorialmente competente previsto dallo Statuto accerti che per il rilievo dell’attività dell’impresa si possa determinare un sostegno privilegiato a loro esclusivo vantaggio.
5. Ove sopravvengano le condizioni di cui ai commi precedenti, gli eletti, i titolari di incarichi all’interno del partito, ovvero il personale di nomina politica, rassegnano le dimissioni dal relativo incarico.
6) Attuazione del Codice Etico
1. Lo Statuto indica l’organo competente ad accertare e a pronunciarsi circa le violazioni del Codice etico, la procedura da seguire e le sanzioni da adottarsi.

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Il Circolo PD Giambellino ti invita a firmare a sostegno di Roberto Saviano

Pubblicato da Fabio Turone su 19 novembre 2010

Noi stiamo con Roberto Saviano!

Firma anche tu la petizione: clicca qui per andare sul sito dell’Unità!

 


 

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In memoria di Angelo Vassallo

Pubblicato da Fabio Turone su 10 settembre 2010

Angelo Vassallo, 57 anni, è stato colpito mentre era alla guida della sua auto e rientrava a casa in una stradina dietro la sua abitazione. È stato ucciso con un crudele agguato di stile camorristico, crivellato da tanti colpi sparati al volto.

La fiaccolata per Angelo Vassallo

Angelo Vassallo era una persona amata dalla sua comunità. Era al secondo mandato come sindaco di Pollica, comune del Cilento, nel cui territorio è compresa la bellissima Acciaroli, che grazie al suo impegno è rinomata bandiera blu dell’Europa.

La volontà di un bravo amministratore onesto e  votato al bene della sua terra, si è scontrata ancora una volta con l’illegalità, con la criminalità organizzata, vero cancro che attanaglia l’Italia.

Vassallo si unisce alla folta schiera di uomini politici e servitori dello Stato che hanno pagato il prezzo più alto a causa del loro impegno per costruire un futuro migliore per la propria gente.  Lascia in eredità a tutti noi la sua testimonianza di amore per la legalità a qualsiasi prezzo e di spirito di servizio, che ha ispirato il suo impegno politico. Tocca ora ai cittadini di Pollica e a tutti gli Italiani raccogliere il testimone e sentirsi sempre coinvolti nella lotta contro il malaffare senza mai desistere.

Il nostro profondo cordoglio alla famiglia ed ai cittadini di Pollica, siamo loro vicini per il lutto che li ha colpiti e con loro indignati per il vile agguato ad Angelo Vassallo.

Il gruppo Consiliare PD del Consiglio di Zona 6

Milano, 9 settembre 2010

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I candidati PD all’esame della Commisione Antimafia

Pubblicato da Fabio Turone su 9 marzo 2010

Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha inviato nei giorni scorsi alla Commissione Antimafia l’elenco di tutti i candidati del PD alle imminenti elezioni.

Il PD è contro la corruzione, sa che gli elettori devono poter scegliere solo tra gli onesti, senza sospetti. Ed è dalla parte delle regole, perché la forma è sostanza. Per questo il segretario Pier Luigi Bersani ha inviato al presidente della Commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, l’elenco completo degli oltre 600 candidati del Pd alle Regionali.

Il Pd ha fatto sottoscrivere a tutti i candidati, al momento dell’accettazione della candidatura, l’adesione non soltanto al codice etico del partito ma anche al codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Antimafia il 18 febbraio.

Bersani ha spiegato che il Pd ha coinvolto la Commissione nazionale di garanzia per compiere per tempo tutte le verifiche necessarie sui candidati prima delle elezioni.

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La mafia? A Milano non esiste… 9 marzo ore 21

Pubblicato da Fabio Turone su 8 marzo 2010

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Il PD zona 6 sui fatti di Rosarno

Pubblicato da Fabio Turone su 15 gennaio 2010

Gruppo Consiliare Partito Democratico Zona 6

DICHIARAZIONE

Le vicende di Rosarno hanno aperto scenari inquietanti di violenza a cui bisogna rispondere con fermezza e indignazione. Il Gruppo Consiliare di Zona 6 esprime la propria solidarietà nei confronti dei residenti e degli stranieri oggetto di violenze e vittime di emarginazione e miseria. Quanto accaduto, oltre essere la conseguenza di un incivile sfruttamento, è da attribuire alla reazione degli ambienti della ‘ndrangheta, colpiti dai recenti successi della Magistratura; ambienti che sperano di mantenere il proprio potere fomentando il disordine sociale e gli atti di terrorismo.
Il clima che si è creato a Rosarno sancisce infine il fallimento della politica governativa sull’immigrazione dimostrando la inadeguatezza della Legge Bossi-Fini a realizzare una positiva e civile integrazione tra i lavoratori immigrati e la popolazione locale.
Condividiamo la dichiarazione resa da Monsignor Bruno Schettino – Presidente della Fondazione Migrantes della CEI e Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni : “Occorre ricreare un clima di maggiore e migliore accoglienza superando le tentazioni di xenofobia, che produce paura, mortificazione dell’umano, perdita di speranza. Contro ogni forma di sfruttamento, anche da parte della malavita organizzata, occorre essere attenti e non lasciarsi coinvolgere, ma denunciare ed entrare sempre nel clima della legalità”
14 Gennaio 2010

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Anche il PD al presidio di oggi sulle vicende di Rosarno

Pubblicato da Fabio Turone su 11 gennaio 2010

“Il PD milanese aderisce al presidio dei sindacati sulle vicende di Rosarno. I fatti di violenza degli scorsi giorni inquietano e accendono i riflettori sulle drammatiche condizioni degli immigrati in alcune aree del Paese. Il governo è apparso ancora una volta inadeguato nel gestire un’emergenza umanitaria” ha annunciato Roberto Cornelli segretario metropolitano del PD Milano. “Il PD milanese aderisce al presidio dei sindacati, oggi in piazza San Babila alle 17:30, sulle vicende di Rosarno. I fatti di violenza degli scorsi giorni inquietano e accendono i riflettori sulle drammatiche condizioni degli immigrati in alcune aree del Paese. Il governo è apparso ancora una volta inadeguato nel gestire un’emergenza umanitaria”.

“Le vicende di Rosarno aprono scenari inquietanti di violenza a cui bisogna rispondere con fermezza e indignazione” ha proseguito Cornelli. “Il Partito Democratico manifesta così a fianco delle organizzazione sindacali e della società civile milanese la propria solidarietà nei confronti delle persone e degli stranieri oggetto di violenze e vittime di emarginazione e miseria. I fatti calabresi dimostrano ancora una volta l’inadeguatezza del governo nell’affrontare le politiche migratorie gestendo emergenze e garantendo la sicurezza. Non è sufficiente fare una legge anti-clandestini per risolvere un fenomeno complesso se al tempo stesso si svuotano di competenze e di risorse i corpi intermedi della società civile. La Lega la smetta di fomentare le paure dei cittadini e si ricordi che il titolare del ministero degli Interni è un leghista. Maroni la finisca di lanciare slogan irresponsabili che alimentano il clima di violenza e intolleranza e inizi a lavorare sul serio”.

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La mozione contro la vendita dei beni confiscati alle mafie

Pubblicato da Fabio Turone su 26 novembre 2009

Ecco il testo della mozione presentata dal Consigliere David Gentili in Consiglio Comunale a Milano il 23 novembre 2009

OGGETTO: Introduzione della possibilità di vendita dei beni confiscati alle mafie

Leggi il seguito di questo post »

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