Rispondo con molta serenità e pacatezza alle preoccupazioni e ai giudizi espressi nell’articolo “Sacerdoti della Curia milanese firmano appello per Pisapia contro la Moratti” comparso venerdì 13 maggio su Tempi.it. Per leggerlo: clicca qui
Sono convinto che ogni scelta amministrativa è soprattutto legata a problemi concreti di gestione del territorio, di sviluppo economico, dove il criterio di valutazione è certamente plurale. Ma credo comunque che uno dei criteri importanti sia anche la cura per le persone con fragilità, le persone povere, le famiglie in difficoltà, l’ospitalità a chi viene da un Paese lontano e chiede di essere accolto.
Sappiamo bene che ci sono questioni più complesse, scelte eticamente sensibili che mettono in gioco la coscienza dei credenti, il loro ascolto dell’insegnamento magisteriale e su questi valori non regalo allo schierarsi politico la mia coscienza credente. Anche se ho imparato dalla lezione conciliare, e da una seria cultura di laicità, che la politica deve avere il compito di trovare convergenze con il bene possibile e per questo confrontarsi e impegnarsi per promuovere un clima culturale, direi educativo, che favorisca scelte coerenti con il Vangelo.
Ed è su questo punto che non concordiamo. Il modo di propagandare stili di vita che irridono alla morale, sostenere identità egoistiche e chiuse che non si lasciano attrarre dalla logica evangelica dell’ospitalità, mina alla radice la motivazione più profonda che mi fa scegliere giorno per giorno di stare e condividere prossimità con chi nella città soffre, è escluso, è povero.
La propaganda che fa gioire perché non si accolgono profughi, la povertà culturale che accompagna scelte amministrative che irridono alla solidarietà e ai diritti dei più deboli, la crescita di uno stile di confronto aggressivo, rancoroso, polemico e irriguardoso mi fa scegliere di stare da una parte o, per lo meno, di non poter condividere e dichiarare il mio contrasto a quanto la amministrazione Moratti dice e propaganda.
Soprattutto in questa scadenza elettorale dove la Moratti, che pure nella tornata precedente aveva promosso una lista civica autonoma dai partiti ed ora invece si presenta con uno schieramento partitico, con un capolista che conosciamo e con un legame dichiarato con una impostazione della Lega, che non solo non posso condividere, ma che contrasta con la scelta mia di vivere solidarietà.
Mi fa specie poi che dopo aver sentito accusare di statalismo e di non sussidiarietà l’altro schieramento, si continui poi a criticare citando risorse riferite a convenzioni regolarmente sottoscritte e ispirate ad un operare nella sussidiarietà (a proposito il sostegno economico dato per i rimpatri sono risorse che riceve l’Avsi con la quale collaboriamo in modo positivo).
La sussidiarietà è un principio costituzionale che non è legato a logiche di potere e a una cultura di governance che non rispetta il pluralismo di impostazioni anche nel campo socio-assistenziale. Per questo ho deciso di indicare, come fanno del resto altri, la mia scelta che ha tutta la parzialità e il valore di una responsabilità che in questa fase sento doveroso rendere pubblica.
Non credo proprio che lo stile di vita non c’entri con una scelta e con un orientamento politico. Il degrado etico e barzellettiero che stiamo vivendo mi preoccupa a tal punto che non mi permette di stare zitto. Questo proprio perché quegli stili di vita dis-educano e quindi dichiarare pubblicamente che non si condividono per me chiede, dal punto di vista amministrativo, di indicare un’altra opzione. Invitare a non votare la Moratti, la ritengo una scelta non dogmatica, libera e indicatrice di una coerenza che invito a considerare e a proporre anche ai cattolici, a chi frequenta e pratica, ai preti e ai religiosi.
Scelta parziale? Certamente, come lo è per tutte le scelte di politica amministrativa, ma per questo invito l’articolista a non richiamare il rapporto tra fede e vita per criticare questa indicazione perché è proprio da lì che nasce la mia responsabilità e la mia scelta di indicare di non votare la Moratti e il suo capolista.
Pisapia: “La Moratti mente. Milano non merita un sindaco bugiardo”.
È evidente che Letizia Moratti è disperata. Fidandosi di qualche manina sporca che fabbrica dossier ad arte è incappata in un clamoroso errore. Ha diffamato Giuliano Pisapia alla fine della registrazione del confronto su Sky TG24, pensando di approfittare come in un agguato del diritto di parlare per ultima.
Letizia Moratti ha accusato Giuliano Pisapia di essere responsabile di un furto, citando una sentenza della Corte d’Assise, che dichiarava il reato estinto per amnistia. Nonostante l’amnistia, Giuliano Pisapia presentò appello, accolto. La III Corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta dal dott. Luigi Maria Guicciardi nel procedimento n.76 del 1985 ha assolto Giuliano Pisapia per non aver commesso il fatto. La sentenza recita alle pagine 1562 e 1563: “In conclusione non vi è prova – né vi sono apprezzabili indizi – di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l’imputazione di furto, dalla quale l’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto”.
Tale sentenza di assoluzione con formula piena è passata in giudicato ed è quindi definitiva.
150 anni dopo l’Italia unita si celebra ancora lungo l’asse Milano-Torino
I cittadini milanesi sono invitati a brindare all’Italia unita
con
Giuliano Pisapia
e
Piero Fassino
i candidati sindaci di centrosinistra di Milano e Torino.
Il Risorgimento è stato il primo passo del popolo italiano verso l’emancipazione.
I valori dell’Unità d’Italia si sono rafforzati attraverso la Resistenza antifascista e hanno trovano la loro espressione nella Carta Costituzionale.
Milano è stata il cuore pulsante del movimento risorgimentale; 48 cittadini milanesi hanno partecipato alla spedizione dei Mille di Garibaldi.
Oggi i milanesi sentono che in città soffia un vento nuovo: con Giuliano Pisapia Milano s’è desta!
Assemblea di zona con partiti, associazioni e comitati di quartiere che sostengono la candidatura di Giuliano Pisapia.
Parliamo insieme del futuro della nostra zona. Testimonianze, video, mostre, aperitivo, musica.
mercoledì 23 marzo
dalle 19:30 alle 23:30
Ristorante La Magolfa via Modica, 8
Partito Democratico – Sinistra Ecologia Libertà – Italia dei Valori- Federazione della sinistra – Verdi – Partito Socialista – Lista Fo – Comitato Pisapia zona 6
Sabato 26 febbraio – Teatro Dal Verme -
via S. Giovanni sul Muro – ore 21
«Milano si può. Io ci credo»
Giuliano Pisapia presenta il suo progetto per Milano www.pisapiaxmilano.com
Aiuta il centrosinistra a scegliere il candidato Sindaco migliore
per mandare finalmente a casa la Giunta di centrodestra
e il Sindaco Letizia Moratti.
Nel sito http://www.primariemilano.it puoi trovare tutte le informazioni pratiche
e sapere qual è il tuo seggio.
Via libera dai partiti del centrosinistra al voto per eleggere lo sfidante per Palazzo Marino
L’ex presidente della Corte costituzionale votato dal comitato “Milano riparte”
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Si terranno il 14 novembre prossimo le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Milano. E’ quanto deciso nella riunione fra i partiti. All’incontro erano presenti Federazione della sinistra, Verdi, Pd, Psi e Sel. Ha partecipato, ma come “spettatore”, anche l’Italia dei valori. Le primarie si terranno con un turno unico. Il regolamento sarà definito nei prossimi giorni.