Formazione civile contro le mafie – Un corso per amministratori
Pubblicato da Fabio Turone su 22 ottobre 2010
Dopo il 13 luglio 2010 nessuno in Lombardia può ancora dubitare del radicamento del fenomeno mafioso nella nostra regione: 180 arresti a fronte di 500 uomini della ‘ndrangheta presenti in Lombardia, suddivisi in 20 locali, presenze territoriali strutturate gerarchicamente.
Quaran ta summit di ‘ndrangheta in 2 anni e durante uno di questi, a Paderno Dugnano, nel centro civico intitolato a Falcone e Borsellino, viene nominato Pasquale Zappia Mastro Generale per la Lombardia, incaricato di tenere i rapporti e contatti con la Calabria, dopo che il precedente, Carmelo Novella, viene ucciso, nel luglio 2008 a San Vittore Olona perché voleva affrancarsi dalla casa madre. Per non parlare degli ultimi fatti di cronaca, il brutale assassinio di Lea Garofalo, ex collaboratrice di giustizia, da parte del suo ex convivente nonché padre della loro figlia Denise, Carlo Cosco membro di un clan della ‘Ndrangheta infiltrata nei lavori di costruzione della Linea 5 della metropolitana milanese.
Come può un’amministrazione, un partito, un singolo assessore o un singolo consigliere combattere le mafie?
Di quali antidoti possiamo dotarci?
Il corso che abbiamo proposto agli attuali e futuri amministratori locali del PD e che abbiamo organizzato con Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, ha un duplice obiettivo: formare e fare rete.
Pensiamo che intransigenza, competenza, conoscenza del territorio e rete di sostegno civica, siano ottimi strumenti che un singolo, un’organizzazione politica, una Giunta dovrebbe possedere per combattere superficialità, paura, omertà e collusioni.
Alberto Nobili, Piercamillo Davigo, Ivan Cicconi (Direttore di Itaca, Istituto per l’innovazione e la trasparenza degli appalti pubblici), Franco Corradini (Assessore a Reggio Emilia) Gabriele Santoni (Assessore alla legalità della Provincia di Pisa), Giovanni Di Martino (Sindaco di Niscemi), ci stanno aiutando a comprendere bene il fenomeno.
L’arretratezza non solo amministrativa, ma anche culturale, è da colmare velocemente.
Troppo spesso singoli amministratori sono rimasti soli, esposti e poco compresi.
Troppo spesso singoli amministratori non hanno capito il fenomeno, non hanno denunciato o, peggio ancora, ne sono diventati consapevolmente un ingranaggio.
La Federazione metropolitana milanese e il Gruppo di Idee e Progetto del PD milanese, Milano Democratica contro le Mafie, che ha cominciato a immaginare il corso a inizio primavera, ne è cosciente. Ed è per questo che il corso è solo l’inizio. Dal corso nascerà un gruppo di lavoro, di confronto, di autoformazione e sostegno.
Non siamo all’anno zero, ma la strada non sarà per nulla semplice.
David Gentili, Consigliere PD del Comune di Milano
Pier Paolo Romani, Avviso Pubblico
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